Siamo al circo: dall’alto di una piattaforma, l’acrobata si lancia a capofitto in un barile pieno d’acqua, posto quindici metri più in basso e ne esce incolume tra le ovazioni del pubblico. Cosa c’è di così speciale? L’acrobata è un uomo senza braccia e senza gambe. Il suo nome è Will.
Una serata davvero speciale quella che ha visto un gruppo di giovanissimi di 2^ media cresimati lo scorso mese di ottobre confrontarsi con la storia di Will considerato addirittura una perversione della natura. Un uomo, se così lo si può chiamare… a cui Dio stesso ha voltato le spalle.
Ma grazie all’incontro con il signor Méndez, direttore del Circo della farfalla, il protagonista Will, abituato ad essere considerato un povero storpio, impara a riconoscere in sé le sue infinite potenzialità, scopre un modo di essere nel quale le risorse sono più importanti dei limiti, sperimenta un mondo dove ognuno, nella sua diversità, ha un posto che lo può far sentire straordinario.
Del resto “più grande è la lotta e più è glorioso il trionfo”.
E così deve essere per tutti noi: mai arrenderci di fronte alle prime difficoltà…questo ci irrobustisce e ci permette di spiccare il volo verso mète inaspettate.
E allora…coraggio ragazzi… “non abbiate paura”ricordava il Santo Papa Giovanni Paolo II.